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Luciano Bottaro

Deformazione e surrealismo nel fumetto umoristico italiano

Bottaro nasce a Rapallo il 16 novembre 1931 e vi resterà per tutta la vita. Appassionato fin da bambino di fumetti, legge il Corriere dei Piccoli e Il Vittorioso, Salgari e Verne, e ammira Antonio Rubino, Sebastiano Craveri, Benito Jacovitti, Bruno Angoletta e Sergio Tofano; tra gli americani, Frederick Burr Opper, George McManus, Carl Barks e Floyd Gottfredson. Dopo gli studi commerciali, che abbandona nel 1949 quando sceglie di dedicarsi al fumetto, inizia a pubblicare illustrazioni e vignette umoristiche su Lo Scolaro, settimanale genovese fondato nel 1912 e destinato agli alunni delle elementari, dove ideerà personaggi come Gio Polpetta e Pon Pon. Il tratto realistico degli esordi, di cui resta traccia in Il segreto del Brahmino (1950, testi di Garibotti), viene presto abbandonato per il fumetto umoristico.

Nel 1949 ideò anche Aroldo il bucaniere, proposto all’editore De Leo; le storie vennero bocciate perché giudicate troppo surreali e furono pubblicate solo nel 1954 da Arcobaleno. Nel 1951 Bottaro si reca a Milano per offrirsi agli editori; il primo incarico arriva dalle Edizioni Alpe di Giuseppe Caregaro, per le quali realizza storie di Cucciolo e Beppe e crea il pirata Tim. Secondo Wikipedia, fu proprio Caregaro a introdurlo a Mario Gentilini, direttore di Topolino per Mondadori.

Per le Edizioni Alpe Bottaro dà vita nel 1952 a Baldo e Maramao, mentre per Bianconi idea Pik e Pok e Papy Papero; nello stesso anno compare il primo episodio di Pepito, sviluppato con lo sceneggiatore Carlo Chendi. Contemporaneamente esordisce in ambito Disney con Paperino e le onorificenze (testi di Alberto Testa, Albo d’Oro n. 322, 1952) e nel 1954 firma come autore completo Paperino e l’arte moderna. Per Mondadori continuerà a disegnare storie con i Paperi e altri personaggi fino alla metà degli anni Ottanta, spesso su sceneggiature di Guido Martina e Chendi, e tra il 1969 e il 1973 realizza 18 storie del Disney Program destinato ai mercati esteri.

Dagli anni Cinquanta, per far fronte alla mole di lavoro richiesta soprattutto dalla Francia, Bottaro riunisce a Rapallo un nucleo non ufficiale di collaboratori: Franco Aloisi e Guido Scala, poi Chendi e Giorgio Rebuffi, che la storiografia chiama Scuola di Rapallo (le fonti divergono sulla data di nascita del gruppo, dai primi anni Cinquanta alla fine del decennio). Il nucleo si formalizza nel 1968: il 18 dicembre, nel contratto con la genovese Agis per la rivista Re di Picche, compare per la prima volta il copyright Bierreci, dalle iniziali dei tre soci fondatori, Bottaro, Rebuffi e Chendi. Allo Studio si uniscono Giancarlo Berardi, Antonio Canale, Tiberio Colantuoni, Enzo Marciante, Ivo Milazzo e Maria Luisa Uggetti. Lo Studio lavora per Mondadori, per l’editore tedesco Kauka (Fix und Foxi) e per TV Junior, produce versioni a fumetti di personaggi dell’animazione ed è chiuso ufficialmente il 31 dicembre 1985.

Dal 1968 Bottaro collabora anche con Il Giornalino, dove Pon Pon approda nel 1971 e dove nel 1981 pubblica un adattamento a fumetti di Pinocchio. Negli anni Novanta riprende Rebo (1995, 1997) e firma Culumbu (1992) e Il Castello dei sogni (1995); nel 2000 realizza il seguito del Dottor Paperus. Muore a Rapallo il 25 novembre 2006.

La formazione di Bottaro mette in relazione tre tradizioni: l’illustrazione e il fumetto italiano per ragazzi (Rubino, Tofano, Jacovitti, il Corriere dei Piccoli), la grande cartunistica americana di Opper e McManus, e il modello disneyano di Barks e Gottfredson. Il suo lavoro per Topolino si inserisce nella stagione in cui gli autori italiani, con Guido Martina in testa, elaborano le grandi parodie letterarie. Rapallo, lontana dai poli editoriali di Milano e Roma, diventa il centro di una piccola comunità autoriale che alimenta un mercato europeo: la Francia di Sagédition, la Germania di Kauka.

 

Pepito (ideato nel 1951; primo episodio su Cucciolo n. 3, marzo 1952). Pirata dalla ciurma sgangherata, in lotta con il governatore Hernandez de la Banane e con il suo inventore Scartoff, Pepito discende dalla linea piratesca aperta da Aroldo e da Tim, che il sito ufficiale indica come capostipiti. In Italia la serie ottenne un riscontro limitato e la testata autonoma (luglio 1955-dicembre 1956) durò diciotto mesi. In Francia Sagédition lo pubblicò dal giugno 1954 al dicembre 1976 in tre serie di formato piccolo (289 albi) e tre di formato grande (88 albi). Nel 2012, 2017 e 2024 Cornélius ha riproposto tre volumi; in Italia Nona Arte ha pubblicato nel gennaio 2024 Il governatore sulla Luna dopo oltre trent’anni di assenza dalle librerie (Fumettologica).

Il Dottor Paperus (Topolino nn. 188-189, 10 e 25 giugno 1958). Parodia del Faust di Johann Wolfgang von Goethe, ideata, sceneggiata e disegnata da Luciano Bottaro con la collaborazione di Carlo Chendi ai testi e alle gag. Concepita durante il servizio militare dell’autore a Orvieto, tra il 1953 e il 1954, la storia viene proposta a Mario Gentilini nel 1956, ma la pubblicazione è rinviata anche per le perplessità del direttore sull’impiego dei personaggi Disney in un’ambientazione medievale.

La vicenda racconta di un anziano alchimista, antenato di Paperino, impegnato nella ricerca di un «siero di lunga pace» capace di porre fine alla guerra tra il Ducato de’ Paperoni e il feudo dei Bassotti. A ostacolarlo intervengono Mefistofele e la fattucchiera Nocciola, che lo attirano in un inganno promettendogli la giovinezza in cambio della sua anima. Diversamente dal Faust letterario, Paperus persegue inizialmente un obiettivo collettivo anziché la propria realizzazione individuale.

Come osserva Andrea Bramini su Lo Spazio Bianco (2025), l’opera si richiama anche al Faust a fumetti di Federico Pedrocchi e Rino Albertarelli, conosciuto da Bottaro durante l’infanzia, soprattutto nella rappresentazione di Mefistofele. L’alternanza di comicità e suggestioni drammatiche trova riscontro nel disegno, che passa dalle affollate e paradossali scene di battaglia alle ambientazioni più inquietanti dei laboratori alchemici. La varietà delle fisionomie, le deformazioni caricaturali e la costruzione degli spazi testimoniano la progressiva affermazione di un linguaggio grafico personale, pur ancora legato ad alcuni modelli disneyani americani.

Bramini (2024) considera Il Dottor Paperus una delle parodie Disney meglio riuscite. Nel 2000 Bottaro ne realizza autonomamente il seguito, Paperino e il seguito della storia (Topolino n. 2342), nel quale riprende i protagonisti originali attraverso uno stile grafico ormai profondamente evoluto.

Paperino e il razzo interplanetario (Topolino nn. 230-232, 10 marzo – 10 aprile 1960). Storia di fantascienza ideata da Luciano Bottaro, sceneggiata con Carlo Chendi e disegnata dallo stesso Bottaro. L’opera recupera Rebo, il dittatore di Saturno apparso nella serie italiana Saturno contro la Terra (1936-1946), nata da un’idea di Cesare Zavattini e sviluppata da Federico Pedrocchi e Giovanni Scolari. Trasportando questo antagonista nell’universo Disney, i due autori trasformano una figura originariamente minacciosa in un tiranno grottesco, circondato da appena due generali e ossessionato dalla conquista di Giove.

La vicenda prende avvio dal tentativo di Paperon de’ Paperoni di trasferire le proprie ricchezze sulla Luna, lontano dalla Banda Bassotti. Un imprevisto devia però il viaggio verso Giove, dove i suoi abitanti si nutrono di oro e altri minerali. Paperino, separato dalla spedizione, viene successivamente rapito dai saturniani, che lo scambiano per Archimede e lo costringono a progettare un’arma destinata all’invasione. I suoi maldestri tentativi finiscono per compromettere i piani di Rebo. Attraverso equivoci e situazioni paradossali, l’avventura unisce la fantascienza umoristica a una satira del militarismo e dell’autoritarismo. Gianluigi Filippelli, su Lo Spazio Bianco (2007), individua inoltre nella storia una critica all’impiego irresponsabile della scienza e della tecnologia.

Sul piano grafico, Paperino e il razzo interplanetario rappresenta una tappa significativa nell’evoluzione stilistica di Bottaro. Pur conservando influenze riconducibili a Carl Barks e Floyd Gottfredson, l’autore sperimenta soluzioni sempre più personali. Durante l’accelerazione del razzo, Paperino viene letteralmente compresso e allungato, anticipando quelle deformazioni anatomiche che diventeranno caratteristiche del suo disegno. La libertà inventiva emerge anche nelle creature extraterrestri, nelle foreste di funghi giganteschi e nelle ambientazioni fantastiche, come la tempesta magnetica dalle spire animate. Il contrasto fra paesaggi surreali e personaggi caricaturali contribuisce a costruire un universo visivo nel quale l’assurdo diventa parte integrante della narrazione.

Bottaro riprenderà autonomamente il personaggio trentacinque anni dopo, realizzando tre seguiti, Paperino e il ritorno di Rebo (1995), Alla ricerca del Papero virtuale (1995) e Paperino e l’invasione di Giove (1997). Il ritorno del dittatore saturniano permette di sviluppare ulteriormente il linguaggio grottesco e le deformazioni prospettiche già sperimentate nella storia originale.

Pon Pon (ideato nel 1954; esordio su Lo Scolaro il 2 gennaio 1955; su Il Giornalino dal 1971). Creato da Bottaro durante il servizio militare a Orvieto, il personaggio debutta con il nome di Sor Funghetto nella breve storia Le monellerie di Sor Funghetto, composta da sei vignette accompagnate da didascalie in rima. Ribattezzato Pon Pon, diventa protagonista di un universo fiabesco popolato da funghi antropomorfi, nel quale la tranquillità apparente nasconde una rappresentazione ironica delle debolezze umane.

Gentile, ingenuo e sempre disponibile ad aiutare gli altri, Pon Pon si confronta con una nutrita comunità di comprimari, tra cui il dispettoso nipote Pestello, il burlone Agostino e il pirata Testanera. I conflitti non nascono tanto dalla presenza di antagonisti tradizionali, quanto dall’egoismo, dalla furbizia e dalla vanità degli stessi abitanti. Attraverso situazioni paradossali e gag quotidiane, Bottaro costruisce una satira sociale che contrappone il candore del protagonista alle contraddizioni del mondo circostante.

Il disegno, caratterizzato da forme arrotondate, linee morbide e colori tenui, contribuisce a creare un’atmosfera rassicurante, in contrasto con il significato spesso amaro delle vicende. La semplicità apparente del segno accompagna così una narrazione capace di rivolgersi anche a un pubblico adulto.

Pubblicata inizialmente anche in Francia come Pon Pon le champignon, la serie conosce una nuova fase dal 1971 sulle pagine de Il Giornalino, dove passa dalle avventure complete alle tavole autoconclusive nel 1982, proseguendo fino al 1994. Bottaro riprende il personaggio sul mensile G-Baby dal 2000 al 2006, confermando la lunga continuità di una delle sue creazioni più personali e riconoscibili.

Re di Picche (1969). Ideato nel 1968, ma concepito già nel 1952, quando Bottaro propone senza successo una serie ispirata alle carte da gioco al direttore del Corriere dei Piccoli Giovanni Mosca, il personaggio debutta nel maggio 1969 su una rivista bimestrale pubblicata dalla genovese Agis. La testata, distribuita contemporaneamente in Francia con il titolo Roi de Pique, ha vita breve, ma la serie prosegue su altre pubblicazioni italiane e conosce una significativa diffusione europea, soprattutto in Germania.

Ambientata in un universo fantastico popolato da carte antropomorfe, racconta le vicende di un monarca irascibile e guerrafondaio, continuamente impegnato in fallimentari tentativi di conquista del vicino regno del pacifico Re di Cuori. Al suo fianco agiscono personaggi grotteschi come il Barone Catapulta, consigliere opportunista e mercante d’armi, e i gemelli Scannabue, mentre le turbolente relazioni familiari contribuiscono a ridicolizzarne le pretese autoritarie.

Dietro le avventure surreali emerge una satira del militarismo, dell’ambizione politica e dei meccanismi del potere.

L’opera segna una svolta nel linguaggio grafico di Bottaro. Il segno, precedentemente caratterizzato da forme prevalentemente morbide, diventa più spigoloso ed essenziale, mentre le ambientazioni si arricchiscono di invenzioni fantastiche, macchinari improbabili, figure deformate e accostamenti cromatici insoliti. L’immaginario delle carte da gioco, vicino per alcuni aspetti a quello di Alice nel Paese delle Meraviglie, diventa così un terreno di sperimentazione visiva. Legata alla nascita dello Studio Bierrecì, la serie costituisce una delle espressioni più riconoscibili della maturazione stilistica dell’autore.

Pinocchio (Il Giornalino, 1981). Adattamento a fumetti del romanzo di Carlo Collodi, interamente sceneggiato e disegnato da Bottaro, che rielabora il celebre burattino privilegiando l’invenzione visiva rispetto alla fedeltà letterale. Pur conservando la struttura narrativa dell’originale, l’autore attenua le atmosfere più cupe e drammatiche, trasformando il racconto in un’avventura luminosa, movimentata e ricca di elementi fantastici.

La componente grafica assume un ruolo centrale. Personaggi dalle forme geometriche, architetture deformate, prospettive insolite e paesaggi onirici danno vita a un universo riconoscibilmente bottariano.

Particolarmente significativo è il Paese dei Balocchi, rappresentato attraverso un accumulo di figure, oggetti e situazioni paradossali. Il movimento continuo del protagonista, il cui corpo ligneo si presta a pose esasperate e trasformazioni, diventa uno degli strumenti principali della narrazione. Stefano Gorla, in un intervento del 2011, sottolinea la luminosità delle tavole e la libertà inventiva dell’autore, che arriva persino a nascondere Pon Pon in una delle scene.

Secondo Francesco Castronovo, su Lo Spazio Bianco (2025), Bottaro interpreta attraverso il disegno anche il tema della metamorfosi, centrale nel romanzo di Collodi, conservando al protagonista la sua natura di burattino persino nel finale.

L’opera viene riproposta nel 1993 in un CD-ROM didattico interattivo, realizzato con la collaborazione di Enzo Marciante, e raccolta in volume dalle Edizioni San Paolo nel 1995. Dopo un’edizione francese del 2022, Rizzoli Lizard la ripubblica il 5 novembre 2024 con una colorazione ricostruita seguendo le indicazioni originali dell’autore e materiali inediti relativi a Pinocchio 2, progetto rimasto incompiuto.

 

Il tratto nasce dalla rotondità del modello disneyano, che Bottaro spinge verso una linea nitida e deformabile: la Cité internationale de la bande dessinée lo avvicina a Mort Walker e alla “scuola del Connecticut”, che dalle rotondità di Disney arrivò a una grafica elegante ed essenziale. La voce a lui dedicata su PaperPedia ne descrive i personaggi come rotondi e ben delineati, trasformati con linee allungate e inquadrature innovative non appena la sceneggiatura lo consente.

L’invenzione è anche concettuale. Il sito ufficiale vede in Aroldo un’innovazione più concettuale che grafica, fondata su un surrealismo mai slegato dalla realtà; con le Mattaglie (dal 1968) un singolo soldato, in mezzo alla battaglia, pronuncia battute apparentemente ingenue che mettono a nudo l’assurdità della guerra. Il gioco sul linguaggio ricorre in Il Paese dell’Alfabeto, in cui le lettere, unendosi, producono effetti legati alla parola formata, e in Culumbu, che racconta Colombo in dialetto genovese. Claudio Bertieri definì questa scrittura una narrativa “all’incontrario”, fitta di riferimenti, riletture e sottolineature, dominata da un sottile humour.

 

Nel 1985 Bertieri notava che Bottaro si batteva da anni per sottrarre il fumetto comico alla generale sufficienza critica che lo accompagnava. Ancora nel 2021 Fumettologica osservava che non esistevano praticamente suoi libri a catalogo in Italia; negli anni seguenti la riscoperta è passata per Allagalla (Fort Express, 2022; Piper Maiopi, 2024), Editoriale Cosmo, Panini, Nona Arte e Rizzoli Lizard (Pinocchio, novembre 2024), e Fumettologica lo colloca tra i massimi autori umoristici italiani.

In Francia il percorso è diverso. La Cité internationale de la bande dessinée et de l’image lo ricorda come uno dei re dei cortili di ricreazione degli anni Sessanta e gli ha dedicato la mostra Bottaro le maestro (festival di Angoulême, 24-27 gennaio 2008), con un catalogo che l’editore Bananas presenta come il primo libro in francese a lui dedicato. Il terzo volume di Pepito di Cornélius è stato selezionato per il Prix du Patrimoine di Angoulême.

 

Scuola di Rapallo e Studio Bierrecì sono il lascito organizzativo più riconoscibile: Aloisi, Scala, Rebuffi, Chendi, Colantuoni, Marciante, Uggetti, Canale, Berardi e Milazzo vi hanno collaborato. Sul piano dell’influenza, la fumettista francese Florence Cestac riconosce l’impronta di Bottaro sul proprio lavoro (Schnock n. 58, riportato dal sito ufficiale). Dal 2018 Fantagraphics ha ristampato alcune sue storie Disney nei volumi della collana Disney Masters.

Nazionalità:
Luogo di nascita:
Rapallo (Genova)
Data di nascita:
16/11/1931
Data di morte:
25/11/2006
Stile grafico:
Sito Ufficiale:
🥇 Riconoscimenti🥇
  • Premio Yellow Kid, Salone Internazionale dei Comics, Roma, 1996
  • Premio Papersera, 2006 (primo autore a riceverlo)
  • Omaggi postumi: istituzione del premio “Luciano Bottaro – I mestieri del fumetto” (ComixComunity, 2007; prima edizione il 1° luglio 2007); delibera del comune di Rapallo di dedicargli una piazza nel primo anniversario della scomparsa; mostra Bottaro le maestro, Angoulême, 2008

 

Nota editoriale sulle fonti

Le due bozze preliminari presentavano discrepanze su alcuni dati (editore e anno di lancio di Pepito, titolo e anno de Il Dottor Paperus, sede del Premio Yellow Kid nel 1996, composizione dei soci fondatori dello Studio Bierrecì) e un’attribuzione errata a Bottaro della storia I promessi paperi, in realtà di Edoardo Segantini e Giulio Chierchini (1976). I dati sono stati verificati incrociando il sito ufficiale dell’autore, Wikipedia (IT/EN) e fonti giornalistiche specializzate; dove le fonti divergevano, si è indicata la posizione prevalente.

📚 Fonti 📚
  • Sito ufficiale Luciano Bottaro, sezioni “La biografia”, “Lo Studio Bierreci”, “I personaggi”, “Aroldo il bucaniere”, “Pepito in Francia”, cronologia di Cucciolo (lucianobottaro.it): fonte primaria, a cura degli eredi.
  • Wikipedia IT: “Luciano Bottaro”, “Pepito (personaggio)”, “Il Dottor Paperus”, “Paperino e il razzo interplanetario”, “Premio Yellow Kid”, “Salone Internazionale dei Comics”; Wikipedia EN: “Luciano Bottaro”, “Pepito (comics)”, “Rebo (comics)”: riscontro incrociato, non fonte unica.
  • Lambiek Comiclopedia, “Luciano Bottaro”; Fondazione Franco Fossati, voce “Studio Bierreci”.
  • Cité internationale de la bande dessinée et de l’image, scheda di Bottaro; Bottaro le maestro, Bananas, 2008.
  • Fumettologica, “Pepito di Luciano Bottaro torna in libreria dopo più di 30 anni”, gennaio 2024; “Il Pinocchio a fumetti di Bottaro per la prima volta in libreria”, novembre 2024.
  • Lo Spazio Bianco, “In gabbia! #9, Il Dottor Paperus”, 21 novembre 2024.
  • Claudio Bertieri, Le rotte dell’immaginario, Esagraph-Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, 1985, citato tramite Wikipedia IT.
  • Marco Pugacioff, “Luciano Bottaro”, blog, 2016.