Creature Commandos non è solo la prima pietra angolare del nuovo DC Universe (DCU) sotto la guida di James Gunn e Peter Safran; è un ponte necessario tra il passato fumettistico e il futuro cinematografico. Facente parte del Capitolo 1: “Gods and Monsters”, la serie stabilisce immediatamente un tono che mescola horror classico, commedia nera e guerra sporca, distanziandosi dalle produzioni supereroistiche tradizionali.
La serie segue la Task Force M, un’unità speciale guidata dal Sergente Rick Flag Sr. (David Harbour). A differenza dei Suicide Squad, qui i “mostri” non sono criminali umani, ma entità sovrannaturali o geneticamente modificate costrette a servire chi li disprezza. La dinamica di gruppo è il cuore pulsante della narrazione: non si tratta solo di completare missioni suicide, ma di trovare una famiglia in chi è stato rifiutato dalla società.
Anatomia della Task Force M (dove la “M” sta per Mostri)
Nessuno è solo un Mostro. Non c’è confusione tra i ruoli, ogni membro della squadra ha un arco narrativo distinto che contribuisce al tema centrale: l’umanità non è definita dall’aspetto, ma dalle scelte.
La forza della serie risiede nella caratterizzazione distintiva dei suoi sette protagonisti, ognuno dei quali rappresenta una sfaccettatura diversa dell’umanità e del mostro:
- Rick Flag Sr.: Veterano disilluso e leader sul campo, Flag Sr. rappresenta l’ancora umana in un contesto sovrannaturale. La sua autorità nasce non dalla forza, ma dalla capacità di gestire il caos e proteggere una squadra che il mondo considera irrecuperabile. Il suo arco è segnato dal conflitto tra dovere militare e coscienza morale, trasformandolo da semplice esecutore a figura paterna che cerca riscatto attraverso la protezione dei propri “mostri”.
- Frankenstein: Lungi dall’essere una creatura muta, questa iterazione è un tattico colto e un guerriero guidato da un rigido codice d’onore. Frankenstein incarna il paradosso del “mostro nobile”: la sua forza fisica è bilanciata da una profonda sensibilità intellettuale e un senso di responsabilità verso il gruppo. Il confronto con Flag Sr. e il legame con la Sposa esplorano temi di paternità, creazione e dignità, rendendolo la coscienza morale della squadra.
- Nina Mazursky (Gill-man): Dottoressa e voce della ragione, Nina trasforma la sua natura anfibia da elemento di esclusione a simbolo di adattabilità e resilienza. La sua prospettiva scientifica e empatica funge da collante emotivo, mediando tra gli impulsi violenti dei compagni e le direttive fredde dell’alto comando. Rappresenta la capacità di trovare umanità anche nella condizione più aliena, ponendo domande sull’etica della sperimentazione e sull’identità biologica.
- La Sposa di Frankenstein: Potenza bruta e rabbia repressa, la Sposa è un personaggio in costante ricerca di autonomia rispetto al suo destino di “creazione”. La sua dinamica con Frankenstein è un dialogo continuo tra obbligo e volontà, tra la violenza imposta e il desiderio di autodeterminazione. Attraverso di lei, la serie esplora la complessità della femminilità mostruosa e il costo psicologico di essere definiti solo dal proprio creatore.
- Weasel: Apparentemente una caricatura comica, Weasel è in realtà il cuore tragico e imprevedibile della narrazione. La sua innocenza istintiva, unita a impulsi omicidi incontrollabili, crea un cortocircuito narrativo che smaschera l’ipocrisia del mondo “civilizzato”. Il personaggio oscilla tra brutalità e vulnerabilità, diventando il catalizzatore involontario delle svolte più crude e commoventi, simbolo di una natura corrotta ma mai intrinsecamente malvagia.
- Dr. Phosphorus: Il villain radioattivo costretto alla redenzione è l’emblema della sofferenza fisica e psicologica imposta dal sistema. La sua natura instabile e la costante minaccia di autodistruzione lo rendono un elemento di tensione permanente, ma anche un personaggio profondamente tragico. Phosphorus incarna il prezzo della guerra e della sperimentazione forzata, ponendo interrogativi su quanto sia possibile riscattarsi quando il proprio corpo è diventato un’arma.
- G.I. Robot: Automa di origini belliche riprogrammato, G.I. Robot esplora il confine tra logica militare e coscienza emergente. La sua ricerca di comprensione dell’umanità attraverso parametri freddi e protocolli obsoleti genera un umorismo nero che non sminuisce mai la profondità tematica. Rappresenta il peso della storia e la possibilità di riscrivere il proprio codice, sfidando l’idea che il destino sia scolpito nella programmazione o nel passato.
- Amanda Waller: Direttrice dell’A.R.G.U.S. e architetta della Task Force M, Waller non è un semplice antagonista, ma il motore geopolitico e morale della serie. La sua freddezza calcolatrice e il suo pragmatismo spietato incarnano l’istituzione che sfrutta l’”altro” per preservare un ordine corrotto. Il suo controllo sugli impianti esplosivi diventa dominio psicologico, elevando la narrativa da avventura militare a thriller etico sul potere, sulla manipolazione e sulla responsabilità del comando.
Dalle Pagine di Weird War Tales allo Schermo
Per i lettori di Oltrecomics, è cruciale riconoscere le radici storiche del progetto. I Creature Commandos hanno debuttato nel 1980 sulle pagine di Weird War Tales #93, per mano di J.M. DeMatteis e Pat Broderick. Gunn e lo showrunner Dean Lorey prendono questo lore consolidato e lo attualizzano, mantenendo l’anima tragica dei personaggi ma infondendo quel tipico umorismo dissacrante dello showrunner.
La scelta dell’animazione, prodotta da Warner Bros. Animation con il supporto dello studio francese Bobbypills, non è stilistica, ma narrativa: permette di visualizzare la gore-violence e le trasformazioni mostruose con una libertà che il live-action avrebbe reso costosa o grottesca. Il risultato è un prodotto visivamente coerente, dove il design dei personaggi diventa linguaggio espressivo puro.
Regia, Ritmo e la Firma di Gunn
Ciò che distingue veramente la serie è la regia animata. James Gunn applica la sua firma registica anche al formato animato: il montaggio è serrato, sincronizzato perfettamente con la colonna sonora originale di Frederik Wiedmann e una selezione di brani licenziati (curata dallo stesso Gunn) che spaziano dal punk rock all’opera. Questa gestione ritmica permette di bilanciare momenti di violenza estrema con battute fulminanti, creando un tono unico che non stona mai. La commedia non sminuisce l’horror, e l’horror non appesantisce la commedia: è un equilibrio tecnico raro.
La “Starry Little Surprise” e il Futuro del DCU
Come recentemente confermato dallo showrunner Dean Lorey, la serie contiene collegamenti diretti al lato più cosmico e mitologico del DCU. La rivelazione di una “starry little surprise” non è solo un indizio tematico: Lorey ha svelato ufficialmente il titolo e la copertina della sceneggiatura del primo episodio della Stagione 2, confermando che il rinnovo è già in fase avanzata di scrittura. Questo suggerisce un’espansione verso il lato cosmico del DCU, collegandosi direttamente a progetti futuri come Lanterns e The Brave and the Bold.
Conclusioni
Creature Commandos è una sorpresa gradita che supera le aspettative. Non è perfetta: la struttura episodica “missione-della-settimana” può sembrare ripetitiva verso la metà stagione, ma la profondità emotiva dei personaggi compensa ampiamente.
Per Oltrecomics, questa serie è un must-watch perché dimostra rispetto per le origini fumettistiche (dal 1980 a oggi) mentre innova il formato. È sporca, divertente, commovente e, soprattutto, diversa. James Gunn e Dean Lorey hanno creato non solo un buon prodotto TV, ma un manifesto per ciò che il nuovo DCU intende essere: inclusivo, oscuro e profondamente umano, anche quando i protagonisti sono mostri.







