Uno stile che ha riscritto il caos. Nel panorama del fumetto italiano del Novecento, Jacovitti non è stato semplicemente un autore umoristico: è stato un anarchico del segno. In un’epoca in cui la narrazione a fumetti cercava ordine, chiarezza e linearità, lui riempiva le tavole fino all’esplosione visiva. Ogni vignetta diventava un ecosistema brulicante di dettagli: salami sospesi nel vuoto, vermi onnipresenti, piedi sproporzionati, prospettive elastiche. Il suo tratto non era “caotico” per eccesso, ma per scelta strutturale. Dietro l’apparente… Continua a leggere>>>