Walter Faccini (Wälti)

Un maestro dimenticato del fumetto europeo

Walter Faccini nasce il 18 luglio 1911 a Rodi Fiesso, nel Canton Ticino svizzero (oggi Prato Leventina). Figlio di Osvaldo e Giulia Cavalieri, dopo la scomparsa del padre nel 1919, si trasferisce a Roma, dove studia architettura e medicina. Una formazione ibrida, sospesa tra le discipline, che si rispecchierà nell’eclettismo della sua produzione artistica. Muore il 4 maggio 1976 a Locarno.

 

Contesto storico e influenze

Faccini si forma nell’Europa degli anni Venti e Trenta, in piena effervescenza del fumetto come linguaggio popolare. Collabora come caricaturista alla rivista satirica Marc’Aurelio a Roma e successivamente soggiorna a Parigi, dove lavora per gli studi Pathé. A questo periodo viene tradizionalmente legata la sua presunta collaborazione alla creazione di Felix the Cat (Mio Mao in Italia), un’attribuzione storicamente controversa e smentita, ma comunque indicativa del respiro internazionale in cui si muove la sua carriera. Dal 1938 lavora alla Mondadori a Milano come collaboratore della rivista umoristica Ecco settebello. Il suo stile risente della lezione di Elzie Crisler Segar, padre di Braccio di Ferro, che elabora però in una direzione sempre più personale e stilizzata.

 

Opere principali

Esordisce nel 1935 sulle pagine di Mondo Fanciullo, dove crea Micio Stivale, il suo primo personaggio di rilievo. Tra il 1939 e il 1940 avvia poi la collaborazione con Cucciolo, per cui realizza le serie Coriolano e Pantaleo, lo scimmione pugilatore, consolidando la propria presenza nel panorama del fumetto italiano.

Sono personaggi che rivelano già un gusto per l’assurdo e per il grottesco fisico che diventerà la sua cifra.

Le tre storie per Topolino, mai ristampate se non nelle anastatiche destinate ai collezionisti, sono considerate un piccolo e dimenticato classico del fumetto italiano. Nel 1954, per l’editore Capriotti di Roma, realizza l’albo illustrato Pallino nel mondo dei mammiferi.

Stile e temi ricorrenti

Nelle sue storie Faccini, pur legato inizialmente allo stile di Segar, trova una compiuta originalità: la consapevolezza di una caotica impaginazione lo spinge a semplificare il suo stile già essenziale, che diviene sempre più stilizzato e forse proprio per questo più godibile. È un artista che trasforma il vincolo in virtù: la limitazione tecnica o editoriale non lo comprime, lo distilla. Temi ricorrenti sono l’avventura ironica, il corpo in movimento, la commedia fisica di ascendenza vaudevilliana.

 

Giudizio critico

Faccini rimane una figura ai margini del canone ufficiale del fumetto italiano, più citato come influenza che studiato per sé. La sua opera è frammentata tra testate diverse, pseudonimi (il più noto: Wälti) e paesi diversi, il che ha reso difficile una ricezione organica. Faccini fu anche fotografo, pittore, autore di pellicole televisive e pubblicitarie e giornalista, una poliedricità che affascina ma che ha forse disperso la sua identità critica.

 

Eredità culturale e impatto

Il suo lascito più duraturo è forse quello esercitato sulle generazioni successive di autori. Dal punto di vista stilistico, come riconobbe lo stesso Benito Jacovitti, Walter Faccini influenzò profondamente la sua formazione artistica, insieme a Elzie Crisler Segar. Considerare Jacovitti, uno dei massimi protagonisti del fumetto italiano del Novecento, senza tenere presente l’influenza di Faccini significa leggere la sua opera senza conoscerne una delle principali radici. Sebbene oggi il suo nome sia meno noto al grande pubblico, Faccini è ricordato soprattutto come maestro e ispiratore di Jacovitti e conobbe una breve riscoperta in Italia all’inizio degli anni Settanta grazie alla trasmissione Gulp! Fumetti in TV.

 

Walter Faccini è, in definitiva, uno di quegli autori la cui grandezza si misura non tanto nelle ristampe quanto nella generazione che ha ispirato. Un caso esemplare di come la storia del fumetto europeo rimanga ancora, in larga parte, da scrivere.

Nazionalità:
Luogo di nascita:
Rodi Fiesso, nel Canton Ticino svizzero
Data di nascita:
18/07/1911
Data di morte:
04/05/1976
Stile grafico: