Imparare a disegnare i mecha: da dove iniziare?
I mecha rappresentano una delle sfide più affascinanti per chi ama il disegno e il fumetto. Dai colossi corazzati di Mobile Suit Gundam ai robot dinamici di Mazinger Z, fino alle sofisticate macchine da guerra di Armored Core, ogni progetto combina estetica, ingegneria e immaginazione in un equilibrio tutt’altro che semplice da raggiungere.
L’errore più comune di chi si avvicina a questo genere è concentrarsi immediatamente sui dettagli. Pistoni, pannelli, prese d’aria e componenti meccanici possono rendere un robot spettacolare, ma senza una struttura solida rischiano di trasformarsi in un insieme di elementi privi di coerenza. Un buon mecha nasce prima di tutto da proporzioni credibili, volumi ben costruiti e una silhouette facilmente riconoscibile.
È anche per questo motivo che non esiste un tutorial capace di insegnare tutto. Alcune risorse approfondiscono la progettazione tridimensionale, altre spiegano come rendere credibili le articolazioni, mentre altre ancora si concentrano sulla colorazione o sulla resa dei materiali metallici. Ogni autore affronta il tema da un punto di vista diverso e può rappresentare un tassello importante nel proprio percorso di apprendimento.
Con questo articolo inauguriamo un approccio che caratterizzerà Bottega Creativa. Il nostro obiettivo non è sostituirci ai tutorial già disponibili in rete, ma aiutarti a scegliere quelli che meritano davvero il tuo tempo. Abbiamo selezionato risorse gratuite e a pagamento, valutandole in base alla qualità dei contenuti, alla chiarezza delle spiegazioni e al tipo di competenze che permettono di sviluppare.
L’idea è semplice: invece di cercare il fantomatico “tutorial definitivo“, costruire un percorso di studio composto da strumenti complementari. È un metodo più efficace, ma soprattutto più vicino al modo in cui illustratori, concept artist e designer professionisti imparano e perfezionano il proprio lavoro.

Cosa dovrebbe insegnare un buon tutorial sui mecha?
Prima di scegliere una risorsa è utile capire quali competenze dovrebbe sviluppare. Un tutorial davvero efficace non si limita a mostrare come copiare un robot già esistente, ma aiuta a comprenderne la progettazione.
Le caratteristiche che abbiamo considerato nella nostra selezione sono:
- costruzione delle forme tridimensionali;
- gestione della prospettiva;
- progettazione delle articolazioni;
- design funzionale e leggibile;
- capacità di spiegare il processo creativo, non soltanto il risultato finale.
Per questo motivo troverai tutorial molto diversi tra loro. Alcuni sono pensati per chi parte da zero, altri sono rivolti ad artisti già esperti che desiderano migliorare il proprio metodo di progettazione.
Scott Robertson: prima di disegnare un mecha, impara a progettarlo
Chi si avvicina per la prima volta al disegno dei mecha tende spesso a concentrarsi sull’aspetto più spettacolare: armature, pannellature, pistoni e dettagli meccanici. È un approccio comprensibile, ma raramente porta a risultati convincenti. Un robot credibile nasce infatti da una progettazione solida, dove proporzioni, volumi e prospettiva vengono definiti prima ancora di aggiungere i particolari.
È proprio questa la filosofia che caratterizza il lavoro di Scott Robertson, concept designer di fama internazionale e autore del volume How to Draw. Pur non essendo specializzato esclusivamente nei mecha, Robertson è considerato uno dei principali punti di riferimento per chi desidera imparare a progettare oggetti tridimensionali complessi, dai veicoli ai macchinari fino ai robot di fantascienza.
Tra i contenuti più interessanti spicca Design Strategy: PSD (Proportion, Surface, Detail), una lezione che illustra un metodo di lavoro tanto semplice quanto efficace. L’idea alla base è quella di affrontare il progetto seguendo tre fasi ben distinte: definire innanzitutto le proporzioni dell’oggetto, svilupparne successivamente le superfici e solo in un secondo momento arricchirlo con dettagli meccanici e finiture.
Questo approccio rappresenta una valida risposta a uno degli errori più comuni tra i principianti: dedicare troppo tempo ai particolari senza aver costruito una struttura credibile. Robertson dimostra come ogni elemento debba avere una funzione precisa all’interno del progetto e come la leggibilità complessiva del design sia molto più importante della quantità di dettagli presenti.
Sebbene la lezione non sia dedicata esclusivamente ai mecha, i principi illustrati possono essere applicati senza difficoltà alla progettazione di robot antropomorfi, esoscheletri e veicoli futuristici. Proprio per questo motivo riteniamo che rappresenti un ottimo punto di partenza per chi desidera sviluppare un metodo di lavoro più consapevole, anziché limitarsi a replicare modelli già esistenti.
Naturalmente non è una risorsa pensata per il principiante assoluto. Alcuni passaggi presuppongono una discreta familiarità con la prospettiva e con la costruzione geometrica degli oggetti. Chi possiede già queste basi, però, troverà un approccio estremamente formativo, capace di migliorare non solo il disegno dei mecha, ma più in generale la progettazione di qualsiasi soggetto tridimensionale.
Il giudizio di Oltrecomics
Più che insegnare a disegnare un robot, Scott Robertson insegna a ragionare come un progettista. È una differenza sostanziale, che rende questa risorsa particolarmente preziosa per chi desidera creare mecha originali anziché limitarsi a copiarne di esistenti. Non è il tutorial più semplice della nostra selezione, ma è probabilmente quello che offre gli strumenti più duraturi per migliorare il proprio metodo di lavoro.

📦 Risorsa consigliata
📖 Titolo: Design Strategy: PSD (Proportion, Surface, Detail)
👤 Autore: Scott Robertson
🎯 Argomento: Progettazione tridimensionale, proporzioni e metodologia di lavoro.
⭐ Livello: Intermedio / Avanzato
💰 Costo: Gratuito
🌍 Lingua: Inglese
🔗 Dove trovarlo: CarbodyDesign.com
📚 Per approfondire: How to Draw: Drawing and Sketching Objects and Environments from Your Imagination – Scott Robertson (Design Studio Press).
TamilVolk: sfruttare il 3D per costruire mecha più credibili
Per molti disegnatori tradizionali, parlare di modelli tridimensionali significa ancora affrontare un argomento controverso. C’è chi li considera una scorciatoia e chi, al contrario, li vede come un valido strumento di supporto. La realtà, come spesso accade, è più sfumata: un modello 3D non sostituisce la capacità di disegnare, ma può aiutare a comprendere prospettiva, proporzioni e volumi con maggiore precisione.
È proprio da questo presupposto che parte il tutorial realizzato da TamilVolk per Clip Studio Tips, una piattaforma ufficiale dedicata alla condivisione di tecniche e suggerimenti per gli utenti di Clip Studio Paint.
A differenza della risorsa proposta da Scott Robertson, che affronta il tema dal punto di vista della progettazione, questo tutorial si concentra sull’applicazione pratica degli strumenti digitali. L’autore mostra come utilizzare i modelli 3D integrati nel software per impostare la posa del mecha, definire le proporzioni e sviluppare il disegno senza perdere il controllo della prospettiva.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio il rapporto tra tecnologia e creatività. Il modello tridimensionale non viene utilizzato come un’immagine da ricalcare, ma come una base sulla quale costruire un progetto personale. Durante il processo, TamilVolk modifica progressivamente le forme, aggiunge elementi originali e trasforma una semplice struttura di riferimento in un design riconoscibile.
Questo approccio risulta particolarmente utile per chi incontra difficoltà nel mantenere coerenti le proporzioni o nel rappresentare pose dinamiche. Anche piccoli errori nella posizione delle articolazioni o nell’inclinazione del busto possono compromettere la credibilità di un robot; avere un supporto tridimensionale permette invece di concentrarsi maggiormente sulle scelte stilistiche e progettuali.
Naturalmente il tutorial è pensato per chi lavora in digitale e utilizza Clip Studio Paint. Chi preferisce il disegno tradizionale potrebbe trovare meno immediata l’applicazione di alcune tecniche illustrate. Allo stesso tempo, il principio alla base del metodo rimane valido indipendentemente dal software utilizzato: costruire prima una struttura solida e sviluppare soltanto in seguito i dettagli del progetto.
Negli ultimi anni strumenti di questo tipo sono diventati parte integrante del workflow di molti illustratori e concept artist. Imparare a utilizzarli in modo corretto non significa rinunciare alle proprie capacità di disegno, ma acquisire un supporto in più per affrontare progetti sempre più complessi.
Il giudizio di Oltrecomics
TamilVolk propone un tutorial moderno e concreto, capace di mostrare come gli strumenti digitali possano diventare alleati del processo creativo senza sostituire le competenze dell’artista. È una risorsa consigliata soprattutto a chi utilizza già Clip Studio Paint e desidera affrontare la progettazione dei mecha con un metodo più strutturato. Non insegna soltanto a ottenere un buon risultato finale, ma invita a riflettere sull’importanza della costruzione dell’immagine prima ancora della rifinitura.

📦 Risorsa consigliata
📖 Titolo: Drawing Mecha Using Basic 3D
👤 Autore: TamilVolk
🖥️ Piattaforma: Clip Studio Tips
🎯 Argomento: Utilizzo dei modelli 3D come supporto alla progettazione di mecha.
⭐ Livello: Principiante avanzato / Intermedio
💰 Costo: Gratuito
🌍 Lingua: Inglese
🔗 Dove trovarlo: tips.clip-studio.com
📚 Per approfondire: Esplora la sezione Clip Studio Tips dedicata a mecha, hard surface e concept design, dove sono disponibili numerosi tutorial realizzati da illustratori professionisti.
Una risorsa che completa la precedente
Se Scott Robertson insegna come ragionare da progettista, TamilVolk mostra come trasformare quel metodo in un flusso di lavoro digitale. Le due risorse, quindi, non si sovrappongono: la prima fornisce le basi teoriche della progettazione, mentre la seconda dimostra come applicarle concretamente sfruttando gli strumenti messi a disposizione da Clip Studio Paint.
Léo Chiola: quando il mecha diventa un progetto di concept design
Disegnare un mecha significa molto più che assemblare componenti meccanici. Ogni robot racconta una storia attraverso le proprie forme: la posizione dei propulsori, la distribuzione delle masse, la struttura delle articolazioni e persino la scelta delle linee contribuiscono a definirne il ruolo, la tecnologia e la personalità.
È questo il punto di partenza del workshop Designing a Transforming Super Mecha, realizzato dal concept artist Léo Chiola per The Gnomon Workshop, una delle piattaforme formative più apprezzate nel settore dell’intrattenimento digitale.
A differenza dei tutorial che mostrano semplicemente come completare un’illustrazione, Chiola accompagna lo spettatore attraverso l’intero processo creativo, evidenziando come ogni scelta progettuale influenzi il risultato finale. Il percorso inizia con la ricerca di idee e con la definizione della silhouette, prosegue attraverso la costruzione delle forme principali e termina con l’inchiostrazione, la colorazione e il rendering digitale.
Uno degli aspetti più interessanti del workshop è l’attenzione dedicata alla funzione del mecha. Prima ancora di decidere l’aspetto estetico, Chiola si pone alcune domande fondamentali: quale sarà il suo impiego? È una macchina militare, un robot industriale o un mezzo destinato all’esplorazione? Deve privilegiare velocità, potenza o resistenza? Sono interrogativi che trasformano il semplice esercizio di disegno in un vero progetto di design.
Particolarmente efficace è anche la fase dedicata alla trasformazione del mecha. L’autore mostra come progettare componenti mobili che risultino plausibili dal punto di vista meccanico, evitando trasformazioni arbitrarie che comprometterebbero la credibilità del modello. Anche se molti lettori non sono interessati a creare robot trasformabili, osservare questo processo permette di comprendere meglio il rapporto tra estetica e funzionalità.
Naturalmente si tratta di un workshop avanzato. Le spiegazioni sono pensate per un pubblico che possiede già una buona padronanza del disegno digitale e familiarità con software come Clip Studio Paint e Adobe Photoshop. Chi è alle prime armi potrebbe sentirsi sopraffatto dalla quantità di informazioni, mentre un artista con un po’ di esperienza troverà numerosi spunti per migliorare il proprio metodo di lavoro.
Più che insegnare a realizzare un singolo robot, Chiola mostra come affrontare un progetto professionale, illustrando dubbi, revisioni e decisioni che fanno parte della quotidianità di un concept artist. È proprio questa trasparenza a rendere il workshop particolarmente interessante: il lettore non osserva soltanto il risultato finale, ma entra nel processo creativo che lo ha generato.
Il giudizio di Oltrecomics
Designing a Transforming Super Mecha è una risorsa che guarda oltre il semplice disegno. Chiola affronta il mecha come un prodotto di concept design, dimostrando quanto siano importanti la pianificazione e la coerenza progettuale. Non è un corso destinato ai principianti, ma rappresenta un eccellente punto di riferimento per chi desidera comprendere il workflow utilizzato nell’industria dell’animazione e dei videogiochi.

📦 Risorsa consigliata
📖 Titolo: Designing a Transforming Super Mecha
👤 Autore: Léo Chiola
🖥️ Piattaforma: The Gnomon Workshop
🎯 Argomento: Workflow completo di progettazione di un mecha trasformabile, dal concept al rendering.
⭐ Livello: Avanzato
💰 Costo: A pagamento
🌍 Lingua: Inglese
🔗 Dove trovarlo: thegnomonworkshop.com
📚 Per approfondire: The Gnomon Workshop offre numerosi corsi dedicati a concept art, hard surface design e vehicle design, utili anche per chi desidera specializzarsi nella progettazione di mecha.
Perché abbiamo scelto questa risorsa
Le prime due risorse consigliate insegnano a costruire una struttura credibile e a utilizzare strumenti digitali per svilupparla. Il workshop di Léo Chiola aggiunge un tassello fondamentale: mostra come queste competenze vengano integrate all’interno di un progetto professionale, dove ogni elemento del design nasce da esigenze narrative e funzionali.
Per questo motivo rappresenta il naturale proseguimento del percorso di studio proposto in questo articolo. Dopo aver imparato a costruire forme solide e a gestire prospettiva e proporzioni, osservare il workflow di un concept artist permette di comprendere come queste competenze vengano applicate nella progettazione di mecha originali destinati al mondo dell’intrattenimento.
Robert Laszlo Kiss: imparare un mecha un componente alla volta
Uno degli errori più frequenti tra i principianti è voler disegnare un robot completo fin dal primo tentativo. È un approccio comprensibile, ma raramente efficace. Un mecha è un insieme di elementi complessi — testa, busto, arti, articolazioni e dettagli meccanici — che richiedono competenze diverse e difficilmente possono essere assimilate tutte insieme.
La serie di tutorial realizzata da Robert Laszlo Kiss affronta proprio questo problema, proponendo un percorso suddiviso in episodi che analizzano separatamente le principali parti di un mecha. Invece di mostrare soltanto il risultato finale, ogni video si concentra su un componente specifico, illustrando come costruirlo e integrarlo nel progetto complessivo.
Questa impostazione rende il corso particolarmente accessibile. Il lettore non viene sommerso da una quantità eccessiva di informazioni, ma può dedicare il tempo necessario a ogni singola fase del lavoro, consolidando gradualmente le proprie competenze.
Tra gli aspetti più interessanti troviamo l’attenzione riservata alle articolazioni. Gomiti, ginocchia e spalle rappresentano spesso il punto debole di molti disegni amatoriali, perché devono apparire solide, funzionali e coerenti con il resto della struttura. Kiss mostra come affrontare questi snodi utilizzando forme geometriche semplici, trasformandole progressivamente in elementi meccanici più complessi.
Anche la progettazione del busto riceve un’attenzione particolare. Invece di riempire immediatamente la superficie con pannelli e dettagli decorativi, l’autore invita a individuare prima i volumi principali e solo successivamente ad arricchirli con prese d’aria, giunzioni, placche corazzate e componenti secondari. È un metodo che ricorda, almeno nella filosofia, quanto visto nel lavoro di Scott Robertson, ma viene applicato in modo molto più pratico e immediato.
Naturalmente non bisogna aspettarsi un corso completo di concept design. L’obiettivo della serie è insegnare a costruire le varie parti del robot, non sviluppare un progetto originale partendo da esigenze narrative o funzionali. Per questo motivo rappresenta una risorsa complementare rispetto ai tutorial precedenti e non una loro alternativa.
Un altro elemento da apprezzare è il ritmo delle spiegazioni. Kiss evita di accelerare eccessivamente il processo, mostrando con calma ogni fase della costruzione. Questo rende la serie particolarmente indicata per chi desidera disegnare seguendo il video passo dopo passo, fermandosi quando necessario per ripetere gli esercizi.
Il giudizio di Oltrecomics
La forza della serie di Robert Laszlo Kiss è la sua impostazione modulare. Invece di affrontare il mecha come un blocco unico, l’autore scompone il progetto in problemi più piccoli e facilmente gestibili. È una metodologia efficace soprattutto per chi sta ancora consolidando le basi e preferisce imparare un elemento alla volta. Non offre la profondità progettuale di Scott Robertson né il workflow professionale di Léo Chiola, ma rappresenta un valido ponte tra lo studio teorico e la pratica quotidiana.
📦 Risorsa consigliata
📖 Titolo: Let’s Draw a Robot or Mech (serie)
👤 Autore: Robert Laszlo Kiss
🖥️ Piattaforma: YouTube
🎯 Argomento: Costruzione progressiva delle principali parti di un mecha.
⭐ Livello: Principiante / Intermedio
💰 Costo: Gratuito
🌍 Lingua: Inglese
🔗 Dove trovarlo: Cerca “Let’s Draw a Robot or Mech – Robert Laszlo Kiss” su YouTube.
📚 Per approfondire: Dopo aver completato la serie, può essere utile passare a risorse dedicate esclusivamente al rendering e alla progettazione avanzata per affinare ulteriormente il proprio metodo.
Perché abbiamo scelto questa risorsa
Non tutti imparano allo stesso modo. C’è chi preferisce comprendere prima la teoria e chi, invece, assimila meglio una tecnica attraverso la pratica. La serie di Robert Laszlo Kiss rappresenta un buon compromesso tra questi due approcci: propone esercizi concreti senza rinunciare a spiegare il ragionamento che sta dietro alla costruzione di ogni componente.
All’interno del percorso suggerito da Bottega Creativa, questa è probabilmente la risorsa ideale dopo aver acquisito le basi della progettazione. Permette infatti di trasformare i principi teorici in esercizi pratici, preparando il terreno per affrontare progetti sempre più complessi.
Really Easy Drawing Guides: un primo passo per chi non ha mai disegnato un mecha

Non tutti iniziano il proprio percorso con solide basi di prospettiva o con anni di esperienza nel disegno. Molti appassionati scoprono il fascino dei mecha attraverso anime, manga o videogiochi e desiderano semplicemente provare a mettere su carta il loro primo robot. In questi casi, affrontare immediatamente corsi avanzati o testi specialistici rischia di essere più scoraggiante che utile.
Tra le risorse gratuite disponibili online, Really Easy Drawing Guides propone un approccio estremamente semplice, pensato proprio per chi vuole rompere il ghiaccio senza sentirsi sopraffatto dalla complessità dell’argomento.
Il tutorial accompagna il lettore nella realizzazione di un mecha in stile anime attraverso una sequenza di passaggi progressivi. Ogni fase introduce un nuovo elemento del disegno, partendo dalle forme principali fino ad arrivare ai dettagli essenziali dell’armatura. L’obiettivo non è spiegare la progettazione meccanica né affrontare concetti avanzati di prospettiva, ma offrire un esercizio guidato che permetta di acquisire familiarità con le proporzioni generali e con la costruzione della figura.
Proprio questa semplicità rappresenta il principale punto di forza della guida. Chi non ha mai affrontato un soggetto così complesso può concentrarsi sul gesto del disegno senza doversi preoccupare, almeno inizialmente, di problemi legati alla progettazione industriale o alla credibilità meccanica.
Naturalmente questo approccio presenta anche alcuni limiti. Il tutorial conduce il lettore verso un risultato preciso e lascia poco spazio alla progettazione personale. Una volta completato il disegno, difficilmente si avranno gli strumenti necessari per inventare un mecha originale o affrontare pose particolarmente dinamiche. È una risorsa pensata per costruire fiducia, non per formare un concept artist.
Per questo motivo consigliamo di considerarlo come un punto di partenza, da integrare successivamente con contenuti più approfonditi dedicati alla prospettiva, al design e alla costruzione tridimensionale.
Il giudizio di Oltrecomics
Non tutti i tutorial devono essere complessi per risultare utili. Really Easy Drawing Guides dimostra che anche una guida essenziale può rappresentare un buon primo passo, soprattutto per chi non ha mai affrontato il disegno di un mecha. È una risorsa che aiuta a prendere confidenza con le forme principali, ma che dovrebbe essere vista come l’inizio di un percorso più ampio e non come un punto di arrivo
📦 Risorsa consigliata
📖 Titolo: How to Draw a Mecha
👤 Autore: Really Easy Drawing Guides
🖥️ Piattaforma: Really Easy Drawing Guides
🎯 Argomento: Introduzione al disegno di un mecha attraverso un esercizio guidato.
⭐ Livello: Principiante
💰 Costo: Gratuito
🌍 Lingua: Inglese
🔗 Dove trovarlo: easydrawingguides.com
📚 Per approfondire: Dopo aver completato il tutorial, consigliamo di dedicarsi a risorse che approfondiscano prospettiva, costruzione tridimensionale e progettazione meccanica, così da trasformare un semplice esercizio in una base solida per sviluppare progetti originali.
Quale risorsa scegliere? Il percorso consigliato da Bottega Creativa
Dopo aver analizzato tutorial e workshop molto diversi tra loro, una conclusione appare evidente: non esiste un’unica risorsa capace di insegnare tutto ciò che serve per disegnare un mecha. Ognuna affronta un aspetto specifico del processo creativo e proprio questa diversità rappresenta il loro punto di forza.
Se il tuo obiettivo è imparare a progettare robot credibili, ti suggeriamo di affrontare lo studio seguendo un percorso progressivo, evitando la tentazione di cercare il “tutorial definitivo”. La crescita avviene mettendo insieme competenze diverse, costruite nel tempo.
| Se vuoi imparare… | Risorsa consigliata | Perché |
|---|---|---|
| Le basi della progettazione | Scott Robertson | Insegna a costruire forme, proporzioni e metodo di lavoro. |
| Utilizzare il digitale come supporto | TamilVolk | Mostra come sfruttare il 3D per migliorare struttura e prospettiva. |
| Comprendere un workflow professionale | Léo Chiola | Analizza l’intero processo creativo, dal concept al rendering. |
| Esercitarti su singoli componenti | Robert Laszlo Kiss | Scompone il mecha in elementi più facili da studiare. |
| Muovere i primi passi | Really Easy Drawing Guides | Offre un esercizio semplice e immediato per prendere confidenza con il soggetto. |
Conclusioni
Disegnare un buon mecha richiede tempo, studio e una buona dose di pazienza. Non basta osservare un robot famoso e cercare di copiarlo: è necessario comprendere come vengono costruiti i volumi, come funzionano le articolazioni e quale logica guida ogni scelta progettuale.
Le risorse raccolte in questo articolo non hanno l’ambizione di sostituire un corso completo, ma possono aiutare a costruire un percorso di apprendimento più consapevole. Alcune insegnano un metodo, altre mostrano strumenti pratici, altre ancora permettono di osservare il workflow di professionisti del settore. Insieme offrono una panoramica ricca e complementare, utile tanto a chi muove i primi passi quanto a chi desidera affinare il proprio approccio.
In fondo, il segreto non è trovare il tutorial perfetto, ma imparare a scegliere la risorsa giusta nel momento giusto. È proprio questa l’idea alla base di Bottega Creativa: orientare il lettore tra le tante opportunità disponibili, valorizzando i contenuti che possono davvero contribuire alla crescita di un artista.












